
Per godere l’odore dei suoi fiori l’unica alternativa alla spesa per profumi dal costo proibitivo è, dunque, in estate, l’acquisto di una pianta di gardenia fiorita, da tenere in vaso o in giardino anche se non è una specie di facile coltivazione.
Gardenia jasminoides che, tra le molte specie di gardenia appartenenti al genere, è quella maggiormente coltivata in vaso perché meno vigorosa, è specie di origine asiatica presente allo stato selvatico dal Vietnam all’ India da dove è poi giunta in Europa tramite gli inglesi alla metà del settecento.
E’ un bell’arbusto anche senza fiori perché ha portamento compatto e vegetazione sempreverde di lucide foglie leggermente cerose, dalle nervature prominenti; in piena terra l’arbusto si sviluppa sia in altezza che in larghezza assumendo un forma tondeggiate. In estate sbocciano grandi fiori carnosi, semplici o doppi in base alle numerose varietà selezionate, che hanno una durata di circa tre giorni prima di ingiallire e sfiorire. La difficoltà di coltivazione della gardenia è dovuta alle esigenze pedologiche della specie che pretende un terreno acido con un pH intorno al 5; situazione difficile da mantenere in casa se si utilizza per innaffiare acqua di rubinetto, generalmente calcarea (bisognerebbe dare acqua demineralizzata).
La specie è infatti calcifuga e di star male lo dimostra chiaramente dopo qualche tempo con inspessimento delle nervature che rimangono verdi ed ingiallimento della lamina fogliare; le foglie in breve si staccano e cadono spogliando i rami. Non c’è altro modo per salvare la pianta che acidificare il substrato utilizzando aceto o succo di limone e, per i più sofisticati, chelati di ferro.
Nonostante possa sembrare strano, in Sicilia in alcune aree collinari della fascia jonica che da Giarre si estende sino a Messina la coltivazione della gardenia appartiene alla tradizionale floricoltura locale utilizzando per la coltivazione in vaso substrati fortemente acidi tipici di alcuni ambienti collinari dei monti Peloritani. Ho avuto modo di seguire anni fa la produzione di vasi fioriti di gardenia in due aziende specializzate che a quei i tempi avevano sede a Giarre. Il segreto per la produzione di vasi fioriti di gardenia stava sia nella preparazione del terriccio di coltivazione, una miscela di torba bionda e pomice con aggiunta di calce per compensare il pH della torba (3-4) che era troppo basso rispetto al valore ottimale (4-5), sia nella tecnica di irrigazione; per ridurre i sintomi da clorosi ferrica che si evidenziavano nella gardenia con valori di pH del terreno superiori a 6, si aggiungeva acido nitrico nell’acqua di irrigazione con concentrazioni che variavano dai 200 ai 400 cc ogni metro cubo d’acqua.


Bellissimo post, ho imparato molte cose che non sapevo. Io ho una gardenia da tre anni, ogni tanto ne parlo. Coltivarla è una lotta, ma quando apre i fiori in estate mi ripaga di tante battaglie. Ho provato a farne talee, inizialmente con successo, poi sono morte, ma insisterò. Ciao Marcella, buon fine settimana!
RispondiEliminaCiao Marta, grazie; anche io seguo il tuo blog e vorrei diventarne lettrice fissa se trovassi il posto dove cliccare. Se hai una gardenia da tre anni sei una molto esperta, da te si può solo imparare.
EliminaProvo a vedere se posso risolvere o semplificare il tuo problema. Io sono una frana con l'informatica... meglio coltivare le gardenie.
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